La mamma "autistica"

La vita a maggese

A volte il passato ritorna portando con sé ricordi verdegialli come i peperoni che Luca&Luca hanno cercato di coltivare per tre anni: ricordi di un’adolescenza immatura che vorresti riavere indietro per apprezzarne tutte le sfumature, anche, soprattutto, quelle più amare.

L’altra notte ho visto le lancette dell’orologio bussare alla notte ogni 60 minuti. Erano trent’anni anni che non vegliavo la mattina di Ferragosto: allora per l’emozione della giornata che avrei passato con il mio mondo, le mie amiche, sorelle di vita, cresciute insieme giorno dopo giorno. Avevamo casa dei miei a disposizione, menù basico a base di pasta al tonno e olive nere e per dessert frappé alla fragola, un videoregistratore a disposizione e tutta la vita davanti. Andammo a prendere il gelato in bicicletta, tornammo che era passato dallo stato solido a quello liquido: il sole dell’una lo aveva naturalmente trasformato in frappé.

Trenta anni fa, mentre aspettavamo le nostre amiche, Naty ed io controllavamo la via sedute nel portico di casa chiacchierando senza sosta.

Oggi guardo l’orto dismesso di una casa troppo grande e penso a tutto ciò che devo ancora coltivare, nonostante mi renda conto che gli anni che ho davanti siano meno di quelli alle mie spalle e vorrei fermare il tempo, ritornare ai miei sedici anni e ridere di ogni sciocchezza come sapevo fare allora, come solo l’adolescenza consente.

Invece lascio la vita a maggese.

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