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Lunis a Palme

Il lunedì è giorno di mercato a Palmanova.

Sorseggiando il solito cappuccino al solito tavolino del solito bar, mi soffermo ad osservare l’umanità che  sfila: signori anziani con gli occhiali da sole a specchio e camice a maniche corte, nonne abbronzate che tengono i nipotini per mano, la presa salda di chi teme che il mondo posso loro sfuggire in pochi secondi; due turisti di mezza età si siedono sui tavolini all’aperto, poggiano la macchina fotografica sul ripiano marmoreo e ordinano due caffè lisci. Sono rilassati, si guardano in giro e commentano gesticolando complici, le mani che si sfiorano di tanto in tanto.

Alla radio Battisti canta “senza teeee, io senza teeeee, solo camminerò…”

Una quasi mamma entra, la pancia pesante, il vestitino leggero, la serenità che solo le donne incinte riescono a trasmettere al mondo. Ordina un thè freddo, una mano sul ventre gonfio di amore, l’altra a sostenere la schiena.

Un cane alto due puffi o poco più ringhia ad un colosso nero che lo fissa infastidito, mentre i padroni tirano i guinzagli e alzano gli occhi al cielo.

Sono sola dopo tanto tempo e mi sto godendo questa mezza giornata gialla e cobalto, densa di colori e profumi.

Ho finito il mio cappuccino, pago e saluto la barista. Mentre mi dirigo verso il centro della piazza, ripenso a quando ero piccola e venivo al mercato con la mamma o quando da adolescente vi arrivavo in bicicletta insieme alle amiche di sempre: sudata, l’orlo larghissimo dei pantaloni tenuto fermo dalle mollette rubate allo stendino della mamma e 5.000 lire nel portafoglio e un gettone in tasca “perché non si sa mai quello che può succedere”.

Allora tutto era possibile e il futuro era lontano, inconsistente come i sogni, sfuggente come i desideri.

Ora che il futuro è passato, cerco di trattenerlo per avere ancora la possibilità di esprimere un desiderio, di vedere realizzato un sogno, ma lui si divincola e io sublimo la stanchezza guardando magliette colorate mosse da una illusoria folata di vento, mentre il tempo si espande e dilata in una lunga mattinata d’estate.

 

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