Ariel

La Princess senza pisello (e non pensate male, scostumati!)

Ariel ha una spiccatissima selettività alimentare incentrata su tre capisaldi:

1) il cibo che mangia deve rientrare nella punta della piramide alimentare;
2) deve essere di colore giallo impanato;
3) più può sporcare casa mangiando, meglio è.

Le lasagne devono essere fatte con la Sfogliavelo di Rana, il ragù della mamma e la Besciamella della Chef. A casa nostra, montate in sua presenza e, in caso, trasportate a casa della nonna.

Quando mangiava la pasta (ora si è presa una pausa di riflessione), gradiva solo le mezze penne della De Cecco con Tonno Rio Mare. Non il pescato a canna, per amore diddio!

La brioche è esclusivamente alla marmellata de “Il Pasticciere”, i
bastoncini di pesce sono della Findus e i Cordon Bleau e i wurstel “Wudy” della Aia.

Adora la Coca-Cola, ma accetta anche la Pepsi, unica concessione della nostra Princess senza pisello, perché schifa frutta, verdura e legumi, nonché dolci e gelato. Ama, però, mangiare lo zucchero con il cucchiaino e caramellare tutta la casa.

Ora, a quasi 9 anni, ha scoperto le patatine.

Rigorosamente le Classiche della San Carlo.

E sì: ho provato più volte a cambiare marca, ma il suo delicatissimo palato riconosce subito le differenze e schifa ciò che non le piace. Abbiamo lavorato a lungo sulla sua rigidità alimentare, ma con scarso successo.

Lei è soddisfatta di ciò che mangia, è normopeso e le sue analisi del sangue sono perfette.

Mi chiedo: ha senso insistere nel cambiare il suo stile alimentare o sarebbe l’ennesima imposizione decisa da altri per lei?