Il mondo intorno a noi · La mamma "autistica"

Ferragosto

Doloroso Ferragosto

Intrappolato in una piscina azzurra in giardino,

Su e giù, dentro e fuori, spunta solo il suo costumino.

Iniquo Ferragosto

Oscurato dalle stecche delle veneziane abbassate,

frinire di cicale che cantano gloriose l’estate.

Struggente Ferragosto

Viscosamente denso del latte di un polposo fico

osservarlo colare lento ad appiccicare il dito.

Rumoroso Ferragosto

Succhiato dai bzz dei calabroni nell’odoroso frutteto,

Gracchiante, rabbioso cracra dei corvi nascosti nel meleto.

Pensieroso Ferragosto

Accigliato lo sguardo ceruleo dietro le scure lenti,

Filosofare con me stessa su vincitori e perdenti.

Una cartolina colorata

da chi è al lago, al mare in montagna o in collina,

da chi visita il museo e da chi scende in dolina.

Uno struggente pensiero

All’anziano parcheggiato in una stanza d’ospedale,

Mentre i figli sono partiti per le vacanze al mare.

Un sentito ringraziamento

A tutti voi: sanitari, forze dell’ordine e pompieri,

grazie per adempiere anche quest’oggi i vostri doveri.

Un forte abbraccio

a chi lavora nelle cucine o serve nei ristoranti,

a chi chiede se vuoi pagare con carta o in contanti.

Buon Ferragosto

A chi le ferie le ha già fatte e forse dimenticate,

a chi le farà a settembre a spiagge meno affollate.

Buon Ferragosto

Ai disabili, ai malati e a tutte quelle famiglie

Che sentono il rumore del mare solo dalle conchiglie.

Buon Ferragosto

A me, seduta qui da sola, a scrivere e a pensare,

Aspettando stasera per poterli di nuovo abbracciare.

La mamma "autistica"

La vita a maggese

A volte il passato ritorna portando con sé ricordi verdegialli come i peperoni che Luca&Luca hanno cercato di coltivare per tre anni: ricordi di un’adolescenza immatura che vorresti riavere indietro per apprezzarne tutte le sfumature, anche, soprattutto, quelle più amare.

L’altra notte ho visto le lancette dell’orologio bussare alla notte ogni 60 minuti. Erano trent’anni anni che non vegliavo la mattina di Ferragosto: allora per l’emozione della giornata che avrei passato con il mio mondo, le mie amiche, sorelle di vita, cresciute insieme giorno dopo giorno. Avevamo casa dei miei a disposizione, menù basico a base di pasta al tonno e olive nere e per dessert frappé alla fragola, un videoregistratore a disposizione e tutta la vita davanti. Andammo a prendere il gelato in bicicletta, tornammo che era passato dallo stato solido a quello liquido: il sole dell’una lo aveva naturalmente trasformato in frappé.

Trenta anni fa, mentre aspettavamo le nostre amiche, Naty ed io controllavamo la via sedute nel portico di casa chiacchierando senza sosta.

Oggi guardo l’orto dismesso di una casa troppo grande e penso a tutto ciò che devo ancora coltivare, nonostante mi renda conto che gli anni che ho davanti siano meno di quelli alle mie spalle e vorrei fermare il tempo, ritornare ai miei sedici anni e ridere di ogni sciocchezza come sapevo fare allora, come solo l’adolescenza consente.

Invece lascio la vita a maggese.