La mamma "autistica"

Tutto in uno zaino

Il libretto di lavoro, gli appunti presi ad una conferenza, la fotografia di famiglia, l’angioletto di Natale e il gatto con gli occhioni dove agganciavo la chiavetta del distribuitore: 20 anni stanno comodamente in uno zaino.

Sono passata in azienda a ritirare i miei effetti personali.

Oggi è stato il giorno delle ultime volte: l’ultima  volta seduta sulla sedia di fronte a Teresa, l’ultima chiacchierata con Sonya, Gloria, Manu e Danilo, con le braccia appoggiate sopra al mobile divisorio.

Ho salutato molti colleghi affettuosi, ignorato alcune persone che prima o poi faranno i conti con il loro karma e alle quali auguro tutto ciò che si meritano, nel bene e nel male, e consegnato la mia chiavetta ricaricata per l’occasione: voglio che tutti bevano un caffè alla mia salute. Tanto offre l’azienda!

Porto via con me 20 anni di dedizione, di impegno e risate ché si sa: si lavora meglio quando il ritmo è spezzato dall’allegria.

E soprattutto la consapevolezza di avere mantenuto la mia promessa a chi non c’è più: ho aiutato finché ce n’è stato bisogno e anche oltre.

Signor Antonio, ora sono finalmente libera di andare e, ovunque Lei sia, sappia che ho sempre fatto del mio meglio per la Sua azienda, anche quando chi è arrivato ha fatto di tutto per piegarmi. E non ci è riuscito.

Poco fa sono uscita con i miei soliti occhiali da sole sul naso e sulle spalle uno zaino leggero con pochi oggetti, molti ricordi e tanti grandi sogni.

E che la nuova vita abbia ufficialmente inizio!

Immagine tratta dal web
La mamma "autistica"

Ciao ciao!

“Davide, mi hanno licenziata.”
Silenzio.
“Cavolo. Adesso cosa facciamo?”
“Non ti preoccupare, troverò una soluzione.”
“Lo so, mamma: tu non molli mai.”

È vero, io non mollo mai.

Nemmeno adesso.

Dal 19 aprile dello scorso anno ad oggi ho “perso” 22 anni di vita con Luca e 20 di lavoro in azienda, ma io non mi arrendo mai.

Se cado o mi siedo un attimo a riposare, prima o poi mi rialzo e guardo avanti, lo sguardo puntato sull’obiettivo, ma quando mi trovo davanti a problemi sciocchi, soprattutto se sono da social, non mi giro nemmeno.

Rispondo per cortesia, ma con la mente e il cuore sono altrove.

Quindi perdonate se sono un po’ nervosa e poco disponibile al compromesso. Scusate se non mi faccio manipolare da quattro messaggi, ma tra gli effetti collaterali della tenacia ci sono la corazza di titanio e una faretra piena di vaffanculo da scaricare con il magico arco della sopravvivenza psicoemotiva.

Quindi, prima di scrivermi in privato per lagnarvi di qualcosa che non condividete, pensateci su due volte: non sapete quanti vaffanculo mi sono rimasti e, considerato il caro vita, non è detto che possa ordinarne altri su Amazon: si sa che chi non sfoga la rabbia, può  diventare violento.

In realtà non so se è vero, ma a me sale il crimine e quindi estendo il mio comportamento a tutti.

Per carità, non è necessario che ognuno di voi mi scriva in privato per ribadire che non è d’accordo con me!

Se proprio avete tempo da perdere, vi do il mio Iban e mi fate un bonifico ché ce ne sarà di bisogno.

E adesso:

“Con le mani, con le mani, con le mani
Ciao ciao
Con i piedi, con i piedi, con i piedi
Ciao ciao
E con la testa, con il petto, con il cuore
Ciao ciao
E con le gambe, con il culo, coi miei occhi
Ciao (ciao, ciao, ciao, ciao, ciao, ciao, ciao)”