La mamma "autistica"

La borsetta rosa e lo zaino

La casa è vuota, desolata, guscio che protegge e respinge.

Orfana di figli, lo smarrimento tra le mura, fuggo per realizzare un sogno adolescenziale: essere felice solo con uno biglietto e una borsetta rosa.

Parto. Così, all’avventura, senza pensarci troppo.

Porto con me solo due bluse bianche e due pantaloni neri ché i grigi non mi si addicono, un abito ceruleo, un gloss fucsia e un uno zaino da riempire di bellezza.

La mamma "autistica"

Tutto in uno zaino

Il libretto di lavoro, gli appunti presi ad una conferenza, la fotografia di famiglia, l’angioletto di Natale e il gatto con gli occhioni dove agganciavo la chiavetta del distribuitore: 20 anni stanno comodamente in uno zaino.

Sono passata in azienda a ritirare i miei effetti personali.

Oggi è stato il giorno delle ultime volte: l’ultima  volta seduta sulla sedia di fronte a Teresa, l’ultima chiacchierata con Sonya, Gloria, Manu e Danilo, con le braccia appoggiate sopra al mobile divisorio.

Ho salutato molti colleghi affettuosi, ignorato alcune persone che prima o poi faranno i conti con il loro karma e alle quali auguro tutto ciò che si meritano, nel bene e nel male, e consegnato la mia chiavetta ricaricata per l’occasione: voglio che tutti bevano un caffè alla mia salute. Tanto offre l’azienda!

Porto via con me 20 anni di dedizione, di impegno e risate ché si sa: si lavora meglio quando il ritmo è spezzato dall’allegria.

E soprattutto la consapevolezza di avere mantenuto la mia promessa a chi non c’è più: ho aiutato finché ce n’è stato bisogno e anche oltre.

Signor Antonio, ora sono finalmente libera di andare e, ovunque Lei sia, sappia che ho sempre fatto del mio meglio per la Sua azienda, anche quando chi è arrivato ha fatto di tutto per piegarmi. E non ci è riuscito.

Poco fa sono uscita con i miei soliti occhiali da sole sul naso e sulle spalle uno zaino leggero con pochi oggetti, molti ricordi e tanti grandi sogni.

E che la nuova vita abbia ufficialmente inizio!

Immagine tratta dal web