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Signora mia!

Cammino a testa bassa, le spalle incurvate. Aggrappata alla cartellina arancione (che colore fastidioso, l’arancione!), avanzo lentamente, assorta nei miei cupi pensieri. Asciugo rapidamente una lacrima sperando che nessuno mi abbia vista. Sono preoccupata per Davide: la gentilezza d’animo, il cuore generoso e l’empatia non lo proteggono. Sta crescendo troppo in fretta, sempre un passo indietro rispetto alle esigenze della sorella.

“… Stento a credere alle cose belle!”

Mi fermo di scatto, tiro su la testa e mi guardo attorno cercando di capire chi ha pronunciato quelle parole.

“… Stento a credere alle cose belle!”

Eh, no, signora mia! Lei deve credere alle cose belle, altrimenti dove trova la forza di affrontare quelle brutte?

Si fermi un attimo e si guardi attorno. Lo vede quel signore anziano che spinge la carrozzina della moglie? Vede quanto amore e tenerezza c’è nei suoi occhi? Ogni tanto si ferma, si china verso di lei e le sussurra qualcosa dopo averle sistemato la copertina all’uncinetto sulle gambe. Lei non lo ascolta, persa nel suo mondo, ma lui continua a parlarle. Incrociamo gli sguardi, forse le nostre anime in difficoltà si riconoscono, ci sorridiamo.

Signora cara, quanto vale il sorriso di uno sconosciuto?

Forse quanto il primo vagito di una neonata che sta passando spinta dalla nonna. Un’anziana amata teneramente, una neonata amata teneramente. Cosa c’è di più bello del pianto rabbioso di un cucciolo d’uomo? Solo il suo primo sorriso, il primo dente, la prima caduta che precede il primo passo, il primo giorno di scuola, il primo amore, il  primo figlio che stringe a sé il fratellino per la prima volta, un cono gelato condiviso, una torta tagliata in parti uguali, una pizza con le amiche, i ciliegi in fiore, la neve fuori stagione e, forse, scoprire che è solo piumino, il sole che tramonta in un tripudio di  rosa, rosso e arancione (che forse non è un colore poi tanto brutto!), una silente città di mare in primavera che attende ansiosa il fragore dell’estate; una bambina che esce sorridendo dalle terapie, i denti sbottonati, i capelli arruffati; un bambino che prima di entrare a scuola ti chiama per un ultimo saluto, il sorriso fiducioso nonostante tutto, la mano destra alzata. “Ciao Mamma!”

Signora mia, le cose belle sono ovunque, basta crederci!

beach dawn dusk ocean
Photo by Sebastian Voortman on Pexels.com

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