Ariel

Qua si trama

QUA SI TRAMA

Quell’istante in cui guardi tua figlia e sai esattamente cosa sta pensando:

꧁༺”π•π•–π••π•šπ•’π•žπ•  π•¦π•Ÿ 𝕑𝕠’… β„‚π• π•žπ•– 𝕑𝕠𝕀𝕀𝕠 π•žπ• π•§π•šπ•žπ•–π•Ÿπ•₯𝕒𝕣𝕖 π•’π•Ÿπ•”π•™π•– π• π•˜π•˜π•š 𝕝𝕒 π•§π•šπ•₯𝕒 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕖 π•žπ•’π•–π•€π•₯𝕣𝕖?”ΰΌ»κ§‚

È uscita di casa ridendo.

Diciamo insieme una preghiere per le insegnanti e l’educatrice di Ariel.

Amen.

Ragazzina con il grembiule aperto da vera bulla di periferia πŸ™ˆ
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Un posto migliore

Girano su loro stesse ridendo, incuranti degli sguardi degli amici. Gli adolescenti ridono per poco, piangono per niente.

Uno di loro le osserva e commenta con un lapidario: “La finite di fare le maledette autistiche?”

Un quarto ragazzino inghiotte un bolo di rabbia e dolore.

“Mamma, perchΓ© devono sempre offendere gli autistici?”

“Non offendono gli autistici, ma loro stessi usando le parole come pietre.
Poche parole nascono sporche, maledette. Di solito sono neutre, il loro compito Γ¨ identificare, non giudicare. Sono le intenzioni delle persone a renderle offensive. Essere autistici non Γ¨ un’infamia, Γ¨ solo un modo di essere. La vergogna Γ¨ usare una parola per offendere.”

“Come quando mi hanno detto che sono uno stupido gay?”

“Esatto.”

“E cretino?”

“Pure. Una volta c’era una malattia che si chiamava cretinismo: le persone che ne erano affette avevano una grave disabilitΓ  intellettiva. Una diagnosi medica Γ¨ diventata un insulto a causa di persone prive di rispetto.”

“I miei amici dicono anche “ritardato” o “mongoloide.”

“La sindrome di Down anni fa era chiamata anche “mongolismo” per la forma degli occhi delle persone con tale condizione. Purtroppo molte malattie o condizioni che presentano o possono presentare disabilitΓ  cognitiva vengono usate per offendere.”

“Come quando Paolo mi ha detto che sono un malato mentale?”

“GiΓ …”

“E quando ha detto che l’autismo Γ¨ come il Covid?”

“No, sono due cose diverse. In questo secondo caso non c’Γ¨ volontΓ  di ferire, ma solo una profonda ignoranza.”

“E noi cosa possiamo fare contro l’ignoranza?”

“Parlare, raccontare, costruire… Le persone hanno paura di ciΓ² che non conoscono o capiscono. La conoscenza genera gentilezza.”

“E quando mi offendono?”

“La legge 104 non tutela la disabilitΓ  di un cuore privo di sentimenti, di empatia o di educazione, ma tu puoi sempre scegliere come comportarti: puoi guardarli dritti negli occhi e poi andartene senza mai voltarti indietro, lasciandoli affogare nella loro crudeleΒ  ignoranza, oppure guardarli negli occhi e cercare un confronto costruttivo, ma devi essere consapevole che potresti ricevere ulteriori offese. PerΓ²…”

“PerΓ²?”

“PerΓ² se anche uno solo di loro comprenderΓ  quello che stai dicendo, avrai reso il mondo un posto migliore.”

Ovviamente Paolo Γ¨ un nome di fantasia, il dialogo, invece, Γ¨ reale.

E tu cosa vuoi fare? Vuoi girare le spalle a chi Γ¨ in difficoltΓ  o vuoi rendere il mondo un posto migliore?

Foto di pexels