Senza categoria

Che strano film la vita!

Due ragazzi a letto accoccolati a guardare la TV. Stanno vedendo “Scrubs”. Il Dottor Cox deve dire al suo amico che il figlio è autistico. Il ragazzo sospira, abbraccia la ragazza e dice: “Morirei se mio figlio fosse autistico”.

Alcuni anni dopo quel ragazzo, ormai uomo, scopre di avere una figlia autistica.

Non ne è morto, ma ha sofferto e soffre tantissimo. Ogni giorno. Non è mai stato un burlone, ma una volta sorrideva con gli occhi. Oggi non più.

Ha un’unica certezza: la sua vita non sarà mai più la stessa.

Si impegna per cercare di costruire un rapporto con questa strana creatura che è difficile da interpretare.

Si arrabbia.

Con se stesso per non aver capito subito qual era il problema.

Con i colleghi che aveva interpellato e che avevano minimizzato rinviando il problema al compimento del terzo anno di età.

Con la moglie che prima rompeva perché voleva gli accertamenti convinta che la figlia avesse qualche problema. Non contenta, quella stressabiiiiiiiip, vuole un secondo parere, poi stressa per una presa in carico, poi va dai suoi capi al Distretto per passare in Fondazione. Poi, poi, poi… Insomma, quella donna è un vero tormento: mentre lui vorrebbe solo stare tranquillo e cercare di contenere il terremoto che gli sta facendo tremare l’esistenza, lei continua a tormentarlo con richieste e proposte… “che sì, è vero che lo fa per la bambina, ma insomma… che vuoi ancora, donna?! Un litro del mio sangue?!”

E poi canalizza le sue forze in un’associazione di genitori autistici. Mette le proprie conoscenze a disposizione di altre famiglie come la sua cercando di arginare il disastro che si sta abbattendo sulla Regione, ricorrendo contro quelle linee di indirizzo che non è vero che danno un po’ a tutti… ci mette tutto se stesso, ma lo stress è tanto. Qualcuno fa la guerra minacciando sottilmente le altre associazioni, lui, nudo e puro, però, non si arrende e continua e lottare per un futuro migliore per la sua bambina è per tutte le altre persone con autismo.

IMG_0949
Una delle ultime foto in cui Luca sorride con gli occhi

E la ragazza?

Mentre stanno guardando il telefilm, lei nemmeno sa cosa sia l’autismo tanto da chiedere delucidazioni al ragazzo.

Però ama internet e la tecnologia in generale. Le piace smanettare e quando, anni dopo, la sua bellissima bambina non solo non parla, ma nemmeno si gira quando viene chiamata e vive in una bolla di vetro, tutte le sera va su internet.

Non si capacita… quando è nata, le ha contato le dita delle mani e dei piedi, controllato che ci fossero orecchie ed occhi, fatto il controllo dell’udito. Era tutto perfetto. Nei primi mesi ha fatto sogni e progetti per la sua creatura, ma le cose sono fuori controllo.

Inizia a digitare… bambina, 16 mesi, non parla… bambina 17 mesi, non parla… bambina, 18 mesi, non parla… il risultato delle ricerche è sempre lo stesso…

E poi c’è quella frase che come un incubo rispunta dai suoi ricordi… “Morirei se mio figlio fosse autistico”.

Nemmeno lei è morta, ma ci è andata vicina… ogni mattina rotola giù dal letto e si costringe ad andare al lavoro, mentre il suo mondo, la sua famiglia si stanno sgretolando attorno a lei.

Viene accusata di essere pessimista, di vedere le cose in maniera esagerata.

Si sente sola, ma lei, purtroppo, sa. Quando è rimasta incinta della bambina, ha fatto il test a 15 giorni dal concepimento perché sapeva di essere incinta. C’è un rapporto speciale con quella creatura, lei la sente, la vive come se fosse nella sua pelle. Lei sa.

Arriva la diagnosi.

Inizia a documentarsi. Lei che quando compra i libri, li sceglie anche in base al numero di pagine, non fa progressi nello studio: ogni 2 pagine è costretta ad interrompere la lettura perché ha gli occhi offuscati dalle lacrime e non riesce a reggere il peso emotivo del futuro che si sta profilando all’orizzonte.

Ha paura per la bambina, ma anche per il bambino… quale pesante eredità lasceranno a quel piccolo grande bambino? Quali progressi potrà fare la bambina?

Ogni notte sogna di sentirla parlare.

Ogni mattina al risveglio piange.

Sono passati alcuni anni.

Le cose vanno un po’ meglio. Alcuni giorni sono buoni, altri sono difficilissimi.

Il bambino sta crescendo troppo in fretta, è un adulto in un corpo di 7enne. Lei è preoccupata: non va bene, troppa responsabilità per un bambino così piccolo.

La bambina non migliora come sperava e soprattutto non parla, ma è tanto affettuosa e cerca di comunicare a modo suo.

Lei cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno sempre e comunque e, nonostante l’insonnia, continua a sognare un mare di parole che forse non la culleranno mai.

IMG_2789.JPG

E niente… anche oggi il bicchiere è mezzo pieno… di amici che hanno avuto la pazienza di leggere tutto lo sbrodolo autolesionista.

 

2 risposte a "Che strano film la vita!"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...