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Guerra!

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Stasera Ariel non riusciva ad addormentarsi. Si girava e rigirava all’infinito. I suoi occhi acquamarina erano tristi, la boccuccia imbronciata.

In questi giorni guarda spesso il video della festa di fine anno dell’asilo: forse sente la mancanza dei compagni e delle maestre; forse sta cercando di capire cosa l’aspetta nella nuova scuola; forse vorrebbe solo essere capita. O semplicemente i 4 canali della TV austriaca a nostra disposizione non sono di suo gradimento…

Fatto sta che era molto triste. Le ho chiesto come stava, ma, ovviamente, non è riuscita a rispondere. Io l’ho abbracciata forte e le ho detto che le voglio bene. Ha provato a rispondere. “Ch… ch…o”. “Amore, ANCH’IO ti voglio bene. Sei la mia piccola Principessa Guerriera! Sono molto orgogliosa di te!”

Mi ha stretta forte forte.

“Ariel, puoi parlare? Ce la fai?”

Movimento lento ma deciso della testolina. No.

Come temevo.

L’ho abbracciata ancora più forte, le ho chiesto scusa per questi maledetti geni che le abbiamo trasmesso…

Mi è servito, però, per cercare di fare un punto 0 sull’abilitazione di Ariel.

Abilitazione e non riabilitazione: si può riabilitare chi faceva una cosa e ora non la fa più

Ariel non ha mai fatto la lallazione, non ha mai giocato, non ha mai ballato né indicato.

Sono tutte cose le stiamo insegnando a fare… alcune con successo, altre con pochi risultati, ma io non mi arrendo.

Qualche giorno fa un’amica che è pure una bravissima psicologa, mi ha detto senza molti giri di parole che, per la sua esperienza personale, se Ariel non ha ancora parlato, non lo farà più.

Ovviamente ci sono rimasta malissimo e ho pianto tutte le mie lacrime fino a casa.

Poi siamo partiti per le vacanze.

L’auto stracarica di bagagli e di giochi che, purtroppo, Ariel non ha nemmeno guardato.

Purtroppo l’autismo non va in vacanza, ma la famiglia Apollonio almeno ci prova! Così mi sono portata una lettura leggera, leggera. Confesso che, dopo aver scalato tutti i monti del Tirolo, mi concilia per bene il sonno, ma per la Princess sono disposta ad impararlo a memoria e pure al contrario.

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Un’altro dei problemi che stiamo affrontando è la dipendenza patologica da Giga della Princess che è peggiorata progressivamente nell’arco degli ultimi mesi. Vuole solo l’iPhone che, se costretta a camminare, usa come iPod ascoltando e riascoltando gli stessi frame audio dei cartoni che le piacciono.

Adesso, però, la mamma “entra in guerra”.

Quando dico così, Luca inizia a tremare perché sa che entro in modalità “caterpillar boccoluto e sboccato”. Ossia tra bestemmie, lacrime e sudore non mi ferma più nessuno.

La dolce ragazzina dall’occhio furbetto e tosta come un marine in missione, non sa che al rientro comincerà una rigidissima cura detox. A costo di buttare il cellulare e farmi installare in casa un telegrafo o di comunicare con i segnali di fumo.

Perché non ho già iniziato? Semplice… la simpatica fanciullina dal capello biondo e vilipesa come un friulano a cui viene negato un bicchiere di Tocai (chiamatelo voi “friulano” se volete!!), inizia ad urlare e strepitare come un’aquila appena glielo si toglie o finisce la batteria disturbando tutti gli ‘striaci e i teutoni domiciliati nell’arco di 20 km dall’epicentro Ariel. Più volte abbiamo rischiato la caduta massi perché a 2500 mt non c’era segnale (chissà come mai?!)… Perché è vero che non verbalizza ma ha una voce di tutto rispetto!

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Ariel e uno dei suoi oggetti di transizione preferiti mentre cammina con papà e Davide nel fondovalle della Lücknerhaus del Grossglockner

Oggi le ho tolto il telefono e proposto un gioco sul tablet. La carissima frugoletta dal nasino arricciato e infastidita come la Signorina Rottermaier quando scopre Heidi con i gattini, mi ha guardata con estrema sufficienza; ha preso il tablet, è uscita dall’app, è entrata nel comunicatore e, dopo aver alzato il volume al massimo, ha lanciato il messaggio vocale “AIUTO! TELEFONO!” accompagnando il tutto con cenni affermativi della testa e verbalizzando  “TE, TE” a supporto della sua estrema necessità di utilizzare lo strumento…

E niente… Oggi il bicchiere è mezzo pieno di Giga (finalmente mi hanno riattivato l’offerta) e quindi per 2 giorni stiamo ancora tranquilli, mentre da lunedì sarò in guerra con la fissazione  internettiana della piccoletta dalla boccuccia di rosa ed ossessionata da YouTube come una sedicenne innamorata di Favij!

 

 

 

 

 

 

 

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