"L'amore non conosce barriere. Salta ostacoli, oltrepassa recinzioni, attraversa pareti per arrivare alla sua destinazione, pieno di speranza." – Maya Angelou
Ciaf. Sento l’umido risalire dalla ciabatta. Ciaf. Non può essere! Non di nuovo. Ciaf! Ciaf! In controluce il pavimenti brilla come uno specchio.
Arieeeeel!
Arriva e mi guarda da sotto in su con aria innocente. Dal wc esce tanta acqua quanta ne produce la Fontana di Trevi. Dopo una rapida perlustrazione che meriterebbe “pinne, fucile ed occhiali”, il bollettino è il seguente: * bagno: 3 cm di acqua; * corridoio: 2 cm di acqua; * cameretta: 2 cm di acqua; * camera ex matrimoniale, ora tripla con cuccia aggiunta: 2 cm di acqua; * due rotoli di carta igienica risolti al puro tubicino di cartone, ormai disciolto in una pappa orrenda.
Tempo di caricare le ennesime lavatrice e asciugatrice e Ariel ha trasformato la zona notte in una piscina olimpionica. 4 secchi e 5000 colpi di mocio dopo, traggo le seguenti conclusioni: * Il silenzio è d’oro, tranne quello di Ariel che è d’acqua; * meglio un wc ostruito con la carta igienica sporca di pipì oggi che uno con la carta igienica sporca di cacca domani; * chi fa da sé fa per tre, ma il mocio tocca sempre e comunque a me; * si vive una volta sola! E, grazie a Dio, sono cattolica e non credo nella reincarnazione; * il paniere delle spese straordinarie dei figli va aggiornato con la carta igienica a strappi.
Oggi molte di voi riceveranno la mimosa, io, invece, ho ricevuto un mazzo di mutande bagnate dalla Princess: ad ogni donna il suo bouquet!
Io la butto lì, senza alcun messaggio subliminale, ma se qualcuno non ha mal di schiena e vuole cogliere… Bello il fiore giallo, ma volete mettere la torta o il cocktail?
Ariel spegne la televisione, si mette sul fianco sinistro e si fa circondare con le braccia. Le chiedo se vuole un bacetto: “SCÌ!” Glielo do e alza il pollice. Uno. “Ne vuoi ancora uno?” “SCÌ!” e, ottenutolo, alza l’indice. Due. Andiamo avanti così fino a cinque. Mi giro verso Davide che mi guarda con occhio pendulo… “Vuoi anche tu dei bacetti?” “SCÌ!”, risponde imitando la sorella. Ad ogni bacio conto e Ariel alza un dito. Cinque baci, una mano aperta. ” Ariel, sai quanti anni hai?” “…” “Dieci.” Conta dito a dito e apre due mani. “Brava!! E Davide? Davide ha 12 anni.” Alza le sue dieci dita e ne alza due delle mie. “Super! La mamma, invece, ha 46 anni.” Mi guarda con sospetto… Faccio io. Scandisco numeri e accompagno con le dita: “Dieci… Più dieci… Più dieci… Più dieci… Più sei…” Ariel strabuzza gli occhi e le si palesa il fumetto: “Perdindirindina, Madre, siete piuttosto âgée!” … Ok, lo ammetto: era più un ” Cacchio se sei vecchia!”, ma la narrazione della vita di una Principessa va fatta con stile e sobrietà. Eccheccazzo! Davide ed io scoppiamo a ridere e con soddisfazione penso ai piccoli, grandi progressi fatti in questi anni visto che al momento della diagnosi ci dissero che non aveva mimica facciale. Ora con uno sguardo riesce a farmi sentire vecchia come Matusalemme, mi manda a fanculo come se non ci fosse un domani e mi ricorda quanto le parole possano essere inutili. E comunque fare matematica con i bacetti è la cosa più bella del mondo. Baci senza schiocco a tutti, amici cari, dalla vostra Queen di mezza età… pardon, di grande esperienza.
Leggo un post in cui si commenta un fatto di cronaca.
Come sempre ci sono commenti a favore dello scrittore, altri contro.
Poi l’ultimo, triste, bieco commento: “Chi ha fatto il post ha la 104 sicuramente”, con un ovvio riferimento ad una supposta disabilità intellettiva.
Questo di usare la 104 come se fosse un insulto sta, ahimè, diventando una brutta moda tra i poveri di spirito.
Vado a sbirciare chi è questo ennesimo fenomeno dell’etica sociale: immagine del profilo mentre brandisce una racchetta da tennis, studia (o ha studiato) scienze motorie e ama molto i selfie.
Caro il mio tennista, avere la 104 non è un insulto.
Il vero insulto sei tu che in tutto il tuo splendore e sagacia non sai fare altro che usare uno strumento a tutela dei disabili come una pietra.
E sì che sei pure “studiato”. All’Università non ti hanno insegnato che disabili non solo si nasce, ma anche si diventa e che il karma è una brutta bestia?
Ti auguro lunga vita senza bisogno di quella legge che ora tanto discrimini, ma stai tranquillo: se mai tu o i tuoi parenti ne avrete bisogno, noi vi accoglieremo a braccia aperte nel nostro gruppo di famiglie in difficoltà, perché, avremo mille deficit fisici o intellettivi, ma sicuramente noi non siamo disabili emotivi come te.
La vita è come un dolce fritto: a volte nasci ciambella, a volta nasci buco.
Ciò che conta, sempre e comunque, sono la temperatura dell’olio e l’equa distribuzione dello zucchero.
Il resto è solo lievitazione.
P.S.: Ariel ed io abbiamo fatto le ciambelle per far lavorare le manine disprassiche della Princess. Credo che a forza di lavoretti tra un po’ mi denuncerà per sfruttamento minorile.
Oggi ho incrociato l’amore. Viaggiava in sedia rotelle. Aveva affusolate dita ritorte con unghie perfette che altre mani hanno smaltato di rosso carminio e stanchi occhi di madre. Si è espresso potente: un delicato tocco della mano a spostare un ciuffo ribelle, poche parole sussurrate all’orecchio dell’amata, una coperta rimboccata.
Oggi ho osservato l’amore. Era così denso che si poteva quasi toccare. Profumava di violetta e di lacca per i capelli, sapeva di caramelle al limone e di sale ché ad una figlio non dovrebbe mai succedere.
Oggi ho visto passare l’amore. L’ho sentito battere sordo tra di loro. Indossava un loden verde e scarpe con il tacco quadrato, aveva le spalle incurvate dall’età o dal dolore. Chi lo sa.
Possibile che uno non possa decidere liberamente cosa fare da grande?
Povero Sergio, 130 anni e costretto a fare il Presidente di questa Repubblica guidata da cialtroni che in 7 anni non sono riusciti a trovare un’alternativa.
Tu volevi fare il pensionato, passare le giornate a guardare i cantieri con le mani dietro la schiena e a buttare il becchime ai piccioni, al massimo una giornata di pesca amatoriale.
E invece, no!
Devi restare al Quirinale.
Io faccio il tifo per te: scappa, Sergio, scappa e non guardarti mai indietro. Mal che vada salirò io al Quirinale al posto tuo: sono pure disposta a chiedere qualche consiglio a quella sempiterna della Betty.
Io inizio a fare i bagagli… Prima cosa la crema antirughe, perché, Sergiuzzo mio, ho visto che hai solo 80 anni: il Quirinale fa male alla pelle… Evidentemente un anno là dentro conta 7 come per i cani.
Keep in touch, Sergio!
(Immagine creata dalla sottoscritta in un momento di deficienza mentale acuta)
Sì, ce l’abbiamo proprio con voi che tanto avete fatto per arrivare a quelle comode poltrone romane.
Se non riuscite a eleggere il Presidente della Repubblica, si può sempre tornare alla Monarchia Assoluta: meglio una corona illuminata che una poltrona scaldata.
E adesso potete anche andare, ovviamente indietreggiando senza darci le spalle.
Ecco, dopo due anni forse ho capito cosa intendeva.
Ariel sta entrando nella pubertà in punta di piedi (letteralmente), mani sfarfallanti e ripiena d’ansia mista a rabbia che la rende più pericolosa dei Campi Flegrei.
Ormoni grossi come angurie si stanno impossessando della Princess e, sommati al fisiologico cambiamento del suo corpo, portano con sé un nuovo, inaspettato, E NOR ME problema: l’enuresi diurna. Di notte tutto bene (lo dico sottovoce), ma di giorno… Ovviamente, prima di pensare alla carica ormonale e alla pubertà, abbiamo accertato ed escluso tutti i fattori di fisica quali infezioni, diabete, etc…
Fatto sta che lei fa pipì spesso e, visto che odia stare bagnata, cambia mutandine infinite volte al giorno.
Una volta finite le sue (vi giuro, ne ha più di quante ne abbia mai avute io in tutta la mia vita!), usa quelle del fratello, i costumi da bagno di entrambi, e, ultima spiaggia, le mie.
No, non le metterò il pannolino mutandina, non sognatevi nemmeno di scriverlo nei commenti!
Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, approfitto di questa situazione e le faccio indossare gli assorbenti (tanto, prima o poi li dovrà portare), acquisterò per lei anche le mutande mestruali e le insegnerò a gestire entrambi.
Nel frattempo lavatrice e asciugatrice fanno gli straordinari e finalmente arriviamo alla “potenza di fuoco” di cui sopra.
Ieri ho acceso il caminetto solo per asciugare ancora più biancheria intima.
Benvenuti in casa Zof, dove il caminetto acceso non crea atmosfera, asciuga mutande.