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La resiliente

Come sapete amo la resilienza, la capacità innata che abbiamo di fronteggiare le difficoltà.

In questi ultimi giorni di febbraio il Friuli Venezia Giulia è stato flagellato dalla bora e oggi sta arrivando il burian.

Gli uccellini fanno molta fatica ad alzarsi in volo, gli arbusti sono piegati sotto gli implacabili colpi di questi terribili venti invernali e dai campi vicini si alzano nubi di terra e polvere.

Ma, tu, stoicamente, resisti. Te ne stai lì a fronteggiare le folate di vento come se le tue zampette fossero cementate nel porfido. Sei assolutamente concentrata nella tua missione: la sopravvivenza.

Che posso dire? Ti stimo, sorella, e spero di essere altrettanto forte e resiliente. Se un piccolo essere come te affronta il freddo ed il vento con tenacia e coraggio, io devo assolutamente prendere spunto da te e non arrendermi di fronte alle sfide che Ariel e Davide mi presentano quotidianamente.

Non ti abbraccio perché sarebbe uno scontro fisico impari. No, non per te, ma per me che sono assolutamente e definitivamente entomofobica e faccio la bulletta solo perché un vetro antisfondamento ci divide.

Adesso mando Luca a metterti al caldo.

Ciao, sorella!

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Le gioie della maternità

Pubblicità di una nota crema antietà con testimonial Valeria Mazza.

Davide, grande estimatore della bellezza femminile, strabuzza gli occhi quando sente che ha 40 anni. Incredulo, commenta: “Però non è giusto che le donne usino gli antietà e poi vadano a Guess my Age!” (lo so, lo so… Guess my age! 🤦🏼)

Gli spiego che le creme antietà non fanno i miracoli, in fondo le uso pure io… Strabuzza di nuovo gli occhi. “Tu?!”

Io, con la voce già tremante e l’occhio umido: “Perché? Non si vede?”

Mi guarda schifato come Ariel guarda la “Baracca”, muove la manina in un “così così”, mi sposta i capelli e mi spara dritto al cuore…

“FORSE NE DOVRESTI METTERE DI PIÙ E SPALMARLA MEGLIO!”

Conseguenze di quanto sopra.

1) ho confessato a Davide che non sono sua madre e che in realtà l’ho trovato abbandonato in un cesto sugli scalini di casa quando abitavamo in Australia. Aveva un braccialetto d’oro e adesso deve prendere una nave per ritrovare i suoi genitori a Londra (no, non mi ha sgamata: non ha mai visto “Georgie” 😈);

2) Ariel è diventata l’unica beneficiaria del mio testamento.

3) ho intentato causa a Valeria Mazza perché lei è la sua “clinica di bellezza” hanno dato il via a questa spirale di violenza verbale filiale nei confronti di una madre vecchia e stanca.

Il bicchiere mezzo pieno oggi lo beve Luca, perché, per la prima volta da quando ci conosciamo lui aveva ragione e io torto. Ebbene sì, non sopporto le gioie della maternità che mi procurano DUE figli, figurarsi se ne avessimo avuti TRE.

Ah, Apollonio, non gongolare troppo perché è un attimo passare dal festeggiare San Valentino al dover festeggiare San Faustino.

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L’amore è cieco… e pure disortografico

unnamedCaro Luca,

Ti ricordi dello scorso San Valentino?

Eravamo a passeggio per Pordenone quando ti è venuta voglia di gelato. Ne abbiamo preso uno per asporto. Tu ordinasti una pallina di “cùpido”.

Imbarazzo della sottoscritta.

Imbarazzo della gelataia.

Tu non capivi. Ti ho fatto notare che eravamo a S. Valentino e che, forse, il gelato si chiamava “cupìdo”.

Poi rivolgendomi alla ragazza, le spiegai che in fondo non era tutta colpa tua: l’angioletto nudo e svolazzante sul cartellino del gusto non era sufficientemente grande!

Ripeto, non è colpa tua! Tu sei un tipo concreto, uno che non bada ad un certo tipo di romanticume. E poi, hai fatto il liceo classico, ti piaceva più il greco del latino. Se lo avessero chiamato Eros, non ci sarebbero stati fraintendimenti.

Quest’anno, per ovviare al problema, ti sei fatto mettere in turno 12 ore.

Ma non ti preoccupare, io e i nostri 2 “cùpidi” ti aspetteremo alzati per farti gli auguri di persona.

Per ora buon San Valentino, romanticone!!

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Ritorno al futuro

Nell’arco di 15 giorni Ariel ha distrutto un notebook (annegato nella Coca), un tablet (morto di consunzione) e il mio smartphone (schermo distrutto – nonostante il vetro protettivo temperato – e scocca piegata). Poiché in casa era rimasto solo il suo Samsung, Luca è corso ai ripari e ha acquistato un cellulare per le emergenze immediatamente denominato la “baracca”.

Dopo 10 minuti di valutazione a distanza, Ariel lo ha preso e analizzato. Appurato che non ha il touch screen, che non ha internet e che la tastiera serve solo a bloccare la SIM, profondamente sdegnata, ha abbandonato la “baracca” in mezzo al corridoio. Posso serenamente affermare che è decisamente più resistente di tutti gli smartphone in commercio e di avere l’innegabile vantaggio di non essere apprezzato dalla piccola autistica nativa digitale.

Tutto bene quindi…

No, perché adesso Luca deve fare un corso accelerato di cellulare old-barac-style. E pensare aveva imparato ad usare lo smartphone in 6 comodi mesi. 🤦🏼

Che dire? Siamo tornati in pieni Anni ’90.

Ora che ci penso… Adesso lavo la DeLorean così domani vado a fare spesa con quella.

Buon cincin d’annata a tutti e che il barricato sia con voi!

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Il girotondo

 

little-girls-wearing-dresses-and-spinning-in-a-circle-picture-id173025792Ieri dal giardino sentivo grida e voci di bambine che giocavano. Strilli felici di chi ancora non conosce le brutture del mondo. Poi sono rientrata in casa e c’eri tu che urlavi, ma di rabbia, disperazione, frustrazione.

Quando sei così, nulla ti consola, nulla ti placa. Un abbraccio è un nemico che non puoi accettare, le parole ti sono aliene.

Quando sei così, nulla mi consola, nulla mi aiuta a capirti. La tua rabbia cresce come una spirale, cerchi concentrici nel lago nero dell’insofferenza nei confronti di questo mondo che non capisci e che non ti capisce.

Stanotte ho sognato che giocavi a girotondo con le tue amiche. Piccoli mani strette a piccole mani, urletti di gioia e risate alla caduta del mondo.

Per fortuna tuo padre mi ha svegliata perché questi sogni, così semplici, così reali sono quelli più difficili da dimenticare, da accettare.

Che bello era quel mondo di risa, codini e voci urlanti.

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Sci e resilienza 

Ieri Davide ha seguito la sua prima lezione di sci.
Sarebbe stato tutto perfetto se qualcuno (ossia io) avesse debitamente informato Ariel che le piste non possono essere usate con lo slittino. Invece, siccome qualcuno (sempre io) non solo non l’ha adeguatamente preparata, ma ha pure avuto la sfrontatezza di offrirle una Coca impedendole di distendersi sulle panchine del rifugio con i doposci ai piedi, la Princess ha scatenato l’inferno. Qualcuno (vi lascio immaginare chi), deve ricordarsi che Ariel a volte è un’autistica da manuale. Rigidità inclusa. 

Quel bravo bambino che è il mio primogenito, ancora una volta si è dimostrato molto più in gamba dei suoi genitori adeguandosi alla situazione e accettando di tornare a casa appena finita la lezione, nonostante volesse stare ancora un po’ con i suoi amici.

Ovviamente ho dovuto pagare lo scotto: l’autorizzazione a vedere i resoconti delle partite in tv.

Per chi non lo sapesse Davide ha un ottavo di sangue siciliano. Bene, io sono convinta che questo ottavo di sangue mediterraneo sia in parte arabo: con lui sembra sempre di essere in un suq a trattare sul prezzo del tappeto.

Bene, dopo la trattativa di ieri, Davide ha ottenuto quanto segue: 3 ore di partite in tv, l’abbonamento a Premium, 5 pacchetti di figurine, un pacco di patatine, una vacanza a Mauritius, un appartamento a Cortina d’Ampezzo, l’enciclopedia Motta della nonna, la cointestazione del mio conto corrente, un diritto di prelazione sull’acquisto del Colosseo ed è stato contattato da Marchionne per il ruolo di Direttore Generale degli Acquisti della Fiat.

Anche oggi il bicchiere è mezzo pieno, poiché sono estremamente orgogliosa del mio Davide che dimostra sempre di avere una buona dose di resilienza e capacità di adattamento. Credo che da adulto sarà una persona molto flessibile e comprensiva. E questo anche grazie alla rigidità della sorella.

… Sempre che non diventi un serial killer…

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C.S.I. Trivignano Udinese

Cosa vuol dire essere amico di qualcuno?

Prendere un caffè al bar confrontandosi sui grandi misteri insondabili della vita? Tra questi citiamo: “Chissà dove trovo un giubbino rosso come quello di quella-famosa-marca-che-non-mi-posso-permettere-a-meno-che-non-venda-un-polmone-e-2-cornee-al-mercato-nero-degli-organi?”, “Ma per la pizza va meglio il lievito di birra, il granulare o il lievito madre?” e soprattutto “Qual è Benji e qual è Fede?”.

Consolare nel cuore della notte l’amica perennemente single ed eternamente innamorata dell’amore con più uomini nel cuore che stelle nel firmamento?

Demolire senza possibilità di appello il potenziale acquisto di una gonna perché già sai che addosso alla tua amica avrà lo stesso effetto della stagnola attorno all’arrosto?

Passare ore a guardare le foto ed il video della luna di miele avvenuta 20 anni fa il cui unico pregio è prendere consapevolezza che, per fortuna, le scarpe da ginnastica “zeppate” non vanno più di moda?

Ognuno di noi ha un proprio concetto di amicizia, ma quasi tutti prevedono uno scambio comunicativo, una relazione tra 2 persone.

In questi mesi, invece, mi sono resa conto che l’amicizia è anche altro e come, al solito, i bambini sono sempre un passo avanti a noi adulti.

Amicizia è:

le bambine di quinta che giocano con Ariel a ricreazione sapendo che daranno tanto affetto e attenzione e riceveranno solo uno sguardo obliquo ed un fuggevole sorriso;

i bambini di prima che da sempre la accompagnano nel suo percorso e che vogliono sapere come fare per giocare al “lupo” con lei consapevoli che inseguiranno, ma non verranno inseguiti (ci stiamo ancora lavorando);

le mamme della scuola che mi chiedono come possono fare per capire meglio Ariel e come possono organizzare un pomeriggio affinchè lei giochi con i loro bambini;

un bambino di seconda che fa un regalo preziosissimo ad Ariel. Purtroppo, però, non so chi sia: l’ultimo giorno di scuola il maestro mi ha dato un pacchettino dicendomi che era “da parte di un bambino di seconda per Ariel”, ma non sapeva il nome del compagno di scuola.

E qui scatta C.S.I. Trivignano Udinese: se qualcuno avesse informazioni su chi è il bambino, me lo faccia gentilmente sapere perchè vorrei tanto ringraziarlo da parte di Ariel e rassicurarlo che il regalo è perfetto anche se c’è scritto “Buona Pasqua” (da quanto mi è stato riferito, era una cosa che lo preoccupava parecchio).

Mai regalo è stato più apprezzato da parte mia: un ciondolo simbolo di amicizia.

Ecco, l’amicizia è questo: fare un regalo ad una bambina autistica senza nessun secondo fine, solo per il gusto di donare qualcosa a chi, probabilmente, non contraccambierà mai.

E anche oggi il bicchiere è mezzo pieno: di amici, di ciondoli con bambine con i codini e di amore.

Ah, sì… L’altra metà del bicchiere la riempiamo con la gioia di avere avuto una bella notizia da una mia amica del caffè mattutino e per il dissolvimento del “blocco dello pseudo-scrittore-principiante-inadeguato” che iniziava a darmi molta ansia.

Mi dispiace per voi, ma… I am back! 

Cheers! 

 

 

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L’eredità – Lettera a Davide

Caro Davide,

Stanotte non riuscivo a dormire a causa del vento e ho ripensato alla notte di 8 anni fa in cui sei arrivato.

Ti ho tenuto stretto tra le braccia e ti ho coccolato a lungo, stanotte come allora.

Sei un bambino grande ormai, hai le idee molto chiare, spesso fai domande solo per saggiare la mia onestà mentale.

Io, come mamma, spero di lasciarti una solida eredità morale.

Ama le donne e rispettale. Tratta ogni bambina, ragazza e donna che incontrerai nella tua vita con lo stesso rispetto e lo stesso amore che hai per me. Ricorda, una di loro potrebbe essere la madre dei tuoi figli.

Ama e proteggi la tua famiglia: metti sempre tua moglie e i tuoi figli davanti a tutto, anche a me.

Sii sempre presente per i tuoi amici: la loro presenza arricchirà la tua vita.

Abbi empatia per chi soffre, sii forte contro chi prevarica i più deboli.

Sii buono, compassionevole e gentile: anche se a volte penserai che ad esserlo non ci si guadagna niente, ricordati che la cosa più importane è spegnere la luce e addormentarsi sereni sapendo di non aver ferito o deluso nessuno.

Lascia il tuo posto a sedere ad anziani e donne incinte: la gentilezza d’animo si vede dalle piccole cose.

Prendi dalla vita tutto il buono che ti offre, godi dei momenti felici e usali come luci nei momenti bui.

Accetta il dolore e la sofferenza, fanno parte delle nostre vite, ti aiuteranno a crescere, ma non piegarti a loro. Tu sei più forte.

Non sottovalutare la serenità, condizione molto più preziosa e resistente della fragile ed irruenta felicità.

Ama gli animali e le piante, rispetta l’ambiente in cui vivi: la Terra è vecchia e stanca, ha bisogno di essere coccolata e pulita. Usa poco l’auto, vai in bicicletta, fai la raccolta differenziata e tutto ciò che può servire a rendere il nostro bel pianeta un posto sano in cui crescere i tuoi figli.

Insegui i tuoi sogni, sono ciò che danno sapore alla vita.

Sii curioso: leggi, studia, viaggia. L’esperienza rende l’uomo saggio, la curiosità lo aiuta a capire il mondo che lo circonda.

Impara a lavare, stirare e tenere in ordine la casa: sarai lo stesso un Uomo!

Fai sport: calcio, nuoto, ciclismo… quello che vuoi, l’importante è che tu ti mantenga in forma, possa avere una valvola di sfogo dalle brutture della vita e mantenere uno spazio tutto tuo in cui sarai Davide e null’altro.

Impègnati nel tuo lavoro, non importa quale sarà, purché ti renda felice e sia onesto: l’unico lavoro indegno è quello che guadagna sulla sofferenza altrui.

Quando io e tuo padre non ci saremo più, ricordati di tua sorella, ma se l’impegno sarà troppo gravoso, non vergognarti e chiedi aiuto. I tuoi cugini ci saranno sempre e sono convinta che anche i tuoi amici ti appoggeranno. Sei un bambino molto fortunato, circondato da veri e profondi affetti!

Quando sei arrabbiato e avresti voglia spaccare tutto, guarda le montagne e pensa a quante cose meravigliose ti ha dato la vita: amore, salute, istruzione, viaggi, grandi gioie per piccole scoperte, piccole sofferenze per grandi conquiste.

E soprattutto ricorda che la tua mamma ti vorrà sempre bene.

Ti voglio bene, Davide! Ti voglio bene, ometto dal sorriso generoso e dal cuore immenso.

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Il Dieci Ottobre

iPhone-5-impermeabile

Ei fu. Siccome immobile,

dato lo schermo annerito,

stette l’iPhone dorato

per sempre ammutolito.

 

Ebbene sì. Oggi Ariel ha sterminato il terzo iPhone della sua carriera di quality tester.

Il primo nel lavandino.

Il secondo nel water.

Il terzo nel bidet.

O odia la mela sul retro (assai probabile visto la sua dieta no-vegan) oppure sta cercando di farmi passare all’iPhone 8.

Per ora ho deciso che il prossimo telefono non sarà Apple… perché sbagliare è umano, ma insistere con Ariel (sognando di spuntarla) è diabolico.

Oggi il bicchiere è mezzo pieno dell’acqua usata per fulminare l’iPhone e della speranza che, avendo Ariel ormai testato tutti i sanitari di casa, il prossimo telefono arrivi almeno alla scadenza della garanzia. (*)

(*) un giorno vi racconterò come ho veramente vissuto questo evento sul momento, ma per ora ridiamoci su!

 

 

 

 

 

 

 

 

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MIUR, se ci sei, batti un colpo!

IMG_0119Giustamente ognuno ha i suoi problemi.

Alcuni pensano all’iPhone 8 o all’ultimo Moncler.

Io, invece, oltre a tutto il resto, da ggi ho da risolvere anche questo piccolo dettaglio delle 18 ore di sostegno assegnate ad Ariel.

Su una settimana scolastica di 28 ore, con le 18 ore assegnate, Ariel non riesce nemmeno a frequentare il martedì (5 ore), il mercoledì (8.15) ed il giovedì (5 ore). Il lunedì ed il venerdì abbiamo l’abilitazione in #FondazioneBambinieAutismo e quindi già di nostro “abbuoniamo” delle ore al MIUR.

Ora, lo so che ci sono le ore di educativo, ma volendo guardare unicamente al sistema scolastico italiano, mi spiegate dov’è finito il diritto allo studio di Ariel e di tutti i bambini diversamente abili? E, Ariel, rispetto ad alcuni suoi “colleghi”, è pure fortunata. Una vera guerra dei poveri!

Poi ripeto, ognuno ha i suoi problemi, ma le polemiche buttate lì, a caso, con estrema sicumera, senza nemmeno conoscere il pregresso delle situazioni e senza avere le idee chiare sulle iniziative che si portano avanti, le eviterei volentieri.

Ma io penso sempre positivo e mi sono iscritta al corso “Hacker 3.0 – come violare il sito del tuo Comprensivo e aumentare le ore di sostegno a tua figlia autistica gravissima”.

Docente: la mia Baby Salander, of course!

Oggi il bicchiere è mezzo pieno di email e telefonate da fare per ottenere un’istruzione adeguata per mia figlia.

(Ovviamente le telefonate saranno con “numero sconosciuto”, come rilevato dal “Manuale del Bravo Stalker – Ed. Ottobre 2017”.)

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